Guida all'acquisto della fresa per il legno

Guida all’acquisto della fresa per il legno

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È impossibile stabilire quale sia la migliore fresa per legno (ecco alcuni consigli https://www.fraisertools.com/) in assoluto. I fattori che incidono sulla scelta sono tanti e richiedono un’accurata valutazione, sia da parte del venditore che dell’acquirente.

Bisogna tenere conto delle materie di partenza, degli utensili da montare sulla fresatrice e della tipologia di macchinario, nonché delle quantità previste per la produzione.

Solo in questo modo sarà possibile effettuare delle lavorazioni rapide, efficaci e, allo stesso tempo, che non danneggino il pezzo da trattare. Di seguito andremo alla scoperta delle variabili che influenzano la propensione verso uno strumento o un altro.

Criteri di scelta per una fresa per legno: materiali, utensili da montare e numero di pezzi

Come già anticipato, la prima caratteristica di cui tenere conto è il materiale sul quale eseguire le lavorazioni. Abete, pioppo e pino sono quelli più utilizzati in campo non professionale, in quanto molto teneri e facilmente intagliabili. Ma non sono gli unici.

Le essenze in natura sono tante, con caratteristiche di durezza e resistenza estremamente variegate. Anche la tendenza a produrre sfridi (termine tecnico con cui si definiscono gli scarti delle lavorazioni) è un elemento di rilevante importanza in tale ambito.

Inoltre potremmo avere a che fare con materiali compositi o addizionati, ad esempio con colle o resine. Non tutto il legno da lavorare proviene direttamente dagli alberi: spesso è una base che racchiude altri elementi e conferisce al pezzo caratteristiche finali che, in purezza, non avrebbe.

In relazione al legno da intagliare cambierà anche l’utensile da impiegare. Questo potrà essere in:

• acciaio, attualmente limitato a pioppo e betulla senza residui di colla o altro. Privo di placchetta in plastica, è economico e garantisce precisione sul dettaglio. Tuttavia ha una durata inferiore rispetto ad altri taglienti;

• WIDIA o metallo duro, adatto a qualsiasi tipo di lavorazione e senza grossi limiti;

• diamante allo stato policristallino, perfetto per essenze dure, produzioni in serie di mobili e macchine a controllo numerico. Si riconoscono dal colore nero delle placchette e hanno un costo nettamente più elevato.

In sostanza, quest’ultima soluzione è più indicata nel settore professionale, in quanto entra in gioco un’ottimizzazione costi-guadagni. Inoltre è la più durevole (fino a 40 volte in più rispetto alla prima) e, per tale ragione, perfetta per ricavare un alto numero di elementi.

Le altre due sono adatte in ambito casalingo, per esemplari unici e piccoli lotti. Quella in metallo duro ha, mediamente, una durata 3-4 volte maggiore rispetto alla fresa in acciaio.

Taglio, lavorazione e tipologie di fresatrici

Per ottenere un buon risultato finale, dobbiamo prestare attenzione anche ad un’operazione come “fare il canale”. Procedere in maniera corretta eviterà irregolarità superficiali e bruciature del pezzo.

Una volta deciso da quale punto iniziare, bisogna scegliere la fresa più adatta per tagliare il legno. Questa può essere ad elica singola positiva o negativa, doppia oppure diritta.

Calibrare correttamente la fresata, invece, dipenderà dal sostegno garantito dall’attacco. Più intenso e profondo sarà il trattamento, maggiore sarà la forza richiesta per reggere l’utensile.

Infine, una breve nota sulle macchine utensili. Usando uno
strumento manuale dobbiamo valutare attentamente come e quali taglienti alloggiare e la potenza da imprimere prima di iniziare.

Per i pantografi a controllo numerico, invece, ci soffermeremo sui singoli parametri da implementare. Senza dimenticare uno studio preventivo del possibile andamento della lavorazione.