Link building: come migliorare la visibilità di un brand

Link building: come migliorare la visibilità di un brand

postato in: Web | 0

Negli ultimi anni, il mercato dell’on-line ha subito delle impennate rilevanti con tantissimi marchi che hanno deciso di investire in questo ambito. Da un lato questo ha permesso di migliorare l’esperienza per l’utente, mentre dall’altro ha significato molta più competitività tra le varie aziende. Per poter emergere, è necessario dotarsi di strumenti adatti e soprattutto di primeggiare nelle cosiddette serp di Google.

Le serp sono i risultati che i principali motori di ricerca, tra cui Google, restituisce quando un utente effettua una ricerca inserendo quella che viene definita una keyword.

Quindi, un’azienda, per poter migliorare il proprio business e quindi ottimizzare gli introiti, deve apparire nelle prime posizioni della ricerca per un determinato argomento. Per ottenere questo risultato, la tua azienda dovrà quindi curare in maniera maniacale ed attenta alcuni aspetti di quella che in gergo viene conosciuta come la SEO (Search Engine Optimization).

Grazie a questa disciplina, puoi effettuare investimenti mirati che ti permetteranno effettivamente di migliorare la tua presenza on-line e quindi di poterti rivolgere a un pubblico considerevole di utenti e potenziali clienti.

Tra gli aspetti maggiormente discussi e presi in considerazione, c’è la cosiddetta link building che letteralmente significa costruzione di link.

Come fare Link Building (approfondisci qui http://www.spider-link.it/come-fare-link-building/) e qual è il principale obiettivo di questa strategia? L’obiettivo di questa tecnica è quello di puntare all’aumento dell’autorevolezza del tuo marchio mediante l’acquisizione di una serie di collegamenti che in gergo tecnico si chiamano backlink e che arrivano da altri siti.

La Link Building al centro delle discussione

La link building, quella pratica che permette di costruire una rete di link provenienti da siti esterni verso il sito del tuo brand, è continuamente oggetto di discussione tra specialisti del settore.

Una discussione che è incentrata non solo sulla reale efficacia di questa pratica, ma anche e soprattutto sulle tecniche migliori per poterla eseguire ed ottenere risultati rilevanti. Il punto cruciale è quello relativo alla naturalezza dei link.

Google e gli altri motori di ricerca, spendono risorse e molto tempo per poter organizzare degli algoritmi capaci di capire se un link che arriva da un sito esterno, sia stato generato in maniera naturale oppure sia stato incentivato magari con il pagamento di una somma in denaro.

Questo è importante giacché un link naturale arriva da un sito soltanto in ragione della qualità di un determinato contenuto, mentre per ottenere un cosiddetto link artificiale, basta esclusivamente pagare una certa somma di denaro ed ottenere questo genere di servizio. Chiaramente, Google ha come principale obiettivo quello di offrire ai propri utenti un’esperienza soddisfacente per cui cerca di evitare che link non naturali possano aumentare l’autorevolezza di un determinato sito.

Cosa sono i link nofollow

Ti abbiamo parlato in precedenza dell’importanza della link building e soprattutto di come i motori di ricerca cerchino di capire se un link sia stato generato in ragione della qualità dei contenuti oppure se sia stato pagato.

Alcuni anni fa Google per poter gestire questa esigenza, ha deciso di etichettare con un attributo specifico i link non naturali ed in particolar modo con l’attributo rel=”nofollow”.

In pratica, i link che vengono caratterizzati da questo attributo, danno un’informazione al crawler di Google il quale, in ragione di ciò, non permette ad un sito di ottenere un aumento di punteggio in termini di autorevolezza. Anche questa situazione ha generato molte discussioni e soprattutto indotto agenzie specializzate in Seo nel valutare con attenzione le campagne di link building temendo possibili penalizzazioni che naturalmente avrebbero degli effetti nefasti sul tuo business.

Ci sono correnti di pensiero secondo le quali anche i link nofollow, possano da un lato non comportare vantaggi in termini di sicurezza, ma dall’altro nessun genere di penalizzazione.